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L’Equilibrio

Dal latino aequilibrium, composto da aequus «uguale» e libra «bilancia».

Il termine equilibrio nel linguaggio comune, viene usato spesso in maniera grossolana. Se cerchiamo su GOOGLE il significato di questa parola, troveremo un lungo elenco di vari tipi di equilibri; statico, dinamico, indifferente, economico, aeronautico, meteorologico, biologico ecc.

Ma cosa è in realtà l’EQUILIBRIO?

In natura, tutto va verso un massimo di disordine e verso un minimo di energia: questo avviene perché ogni corpo ricerca una continua condizione di maggior stabilità che richieda il minor dispendio di energia (entropia-entalpia). Prendiamo per esempio una manciata di biglie e le lasciamo cadere verso il suolo; dopo esser arrivata a terra ed aver disperso tutta l’energia cinetica raccolta, ogni biglia sarà in una posizione nello spazio che le ha consentito di raggiungere una condizione di stabilità e di minor consumo di energia. Questo per arrivare ad una situazione tale per cui l’equilibrio tra l’inerzia della biglia e tutte le forze esterne che agiscono su di essa sia perfetto.

Parlando invece di qualcosa più immaginabile, il nostro corpo è stato creato in maniera perfetta da chi ci ha creati. Tutte le nostre cellule (unità funzionale dell’essere umano) sottostanno a delle leggi di autoregolazione che mantengono il nostro equilibrio interno detto OMEOSTASI, in una condizione perfetta. Tutto il nostro organismo è in continuo movimento (peristalsi, movimento cellulare, DNA, sinapsi tra neuroni, il sangue che scorre dentro le arterie e vene, la circolazione degli ormoni, morte cellulare, nascita cellulare ecc.), ma se tutto questo non rimanesse sotto un principio di regolazione dell’omeostasi, si creerebbe disordine, quindi disequilibrio. Basti pensare a quando un gruppo di cellule non esegue più il suo lavoro: il sistema va in tilt dando luogo a patologie che portano disordine nel nostro corpo creando le disfunzioni.

 

Parleremo ora di quel sistema di forze che ci mantiene in una certa posizione senza cadere: equilibrio statico e dinamico. Esso dipende da 3 componenti:

 

 

1. La Vista

Intuiamo bene cosa sia. Rimanere fermi in piedi ad occhi aperti risulta facile; ad occhi chiusi tutti noteremo che sarà più complicato.

(Se hai problemi alla vista, tienila controllata! Fai una visita oculistica almeno una volta all’anno).

2. Apparato Vestibolare

E’ un sistema localizzato nell’orecchio interno. E’ formato da varie componenti (canali semicircolari, sacculo, otricolo, otiliti ecc.) il cui compito, tra tanti, è quello di dare informazioni al cervello sulla posizione della testa e del corpo nello spazio, essendo sensibile alle accelerazioni nelle varie direzioni. E’ un sistema preciso e complesso. La sua importanza la capiamo molto bene nel “mal d’auto” o “mal di mare” (cinetosi). I recettori vestibolari non ricevono la stessa informazione che invece stanno ricevendo gli recettori visivi. I nostri occhi vedono una situazione che però non combacia con le diverse accelerazioni che arrivano al sistema vestibolare. Il risultato è un disequilibrio percettivo che comporta tutti i sintomi della cinetosi (vertigini, nausea, vomito, palpitazioni, malessere, ecc.)

3. Propriocezione

Formato da vari recettori in tutto il corpo (fusi neuromuscolari, organi tendinei del Golgi, corpuscoli di Pacini e Ruffini ecc.). Essi mandano informazioni al nostro cervello inerenti alla posizione del nostro corpo e le sue estremità nello spazio, oltre che alla contrazione muscolare e al posizionamento articolare. Tutto questo senza l’apporto della vista.

Questi 3 sistemi si relazionano e si influenzano a vicenda in continuazione. Se non subiscono variazioni irreversibili, è grazie a loro che possiamo stare fermi in piedi o seduti ad aspettare l’autobus, camminare con nostra moglie o correre dietro al nostro cane senza cadere per terra.  

Tutto questi concetti per far comprendere quanto sia fondamentale che tutto il nostro corpo, dalle parti microscopiche a quelle macroscopiche, sia in una condizione di perfetto equilibrio, affinché possa lavorare ogni giorno nella miglior condizione possibile. Questo gioverà alla nostra salute fisica e mentale.

Se si ha un sintomo come il dolore cronico è perché qualcosa nel nostro corpo non funziona più come in realtà è stato creato.

Quanto ti disturba il dolore alla spalla? Quanto ti impedisce di stare in compagnia di amici e parenti quella cefalea che ogni tanto arriva? Quanto ti rende triste il fatto che per colpa di quel problema gastrointestinale come il reflusso gastroesofageo o colite, tu sia limitato nell’andare fuori a cena?

Qualunque disfunzione (disequilibrio) tu abbia, ti porta a “limitare” anche solo i piccoli gesti quotidiani. Vedo in molti pazienti disagio e tristezza quando raccontano dei sintomi che hanno. Dicono “non riesco più a fare come prima”. Ma vedo in altrettanti casi, la felicità che hanno nel “ritornare”, a volte anche meglio, nel compiere quei gesti quotidiani prima limitati.

 

Il benessere mentale è di vitale importanza! Risolvere il problema del corpo fa si che anche la nostra mente sia più libera e serena.